ARNICA MONTANA
L’ARNICA MONTANA per il trattamento dell’infiammazione da traumi
Caratteristiche della Pianta: L’ARNICA MONTANA è una pianta erbacea perenne, raggiunge un’altezza massima di 20-60 cm, è possibile trovarla sia nelle valli sia in zone montuose, fino a 2.800. Le foglie, grandi ed ovali, sono pelose e il fusto robusto, tanto da resistere ai forti venti di montagna. I fiori gialli o arancioni sono molto simili in forma e dimensione alle margherite
PROFILO BOTANICO
Nome Botanico: Arnica montana L.
Sinonimi: Erba benedetta delle montagne, Starnudela, Tabacco di monagna.
Nomi Internazionali: Eng Mountain Arnica; Fra Arnica, Tabac des Vosges; Ger Arnika; Spa Arnica.
Etimologia: Dal greco ptarmike = starnutire, i fiori presentano sostanze irritanti della mucosa nasale provocando starnuti; montana perché dei monti.
Curiosità: Nella tradizione popolare è conosciuta come “tabacco di montagna”, in quanto le foglie essiccate venivano una volta usate come tabacco da naso.
Famiglia: Asteraceae
Origini: È diffusa dalla Norvegia meridionale e dalla Lettonia verso sud fino agli Appennini e ai Carpazi meridionali.
Habitat: Preferisce prati radi con terreni acidi e decalcificati, ed è possibile trovarla sia nelle valli sia in zone di alta quota, fino a 2.800 metri sul livello del mare.
PROFILO FARMACOLOGICO
Parti usate: Infiorescenze essiccate (capolini) intere, e spesso miste con fiori staccati.
Tempo balsamico: La raccolta avviene in piena fioritura da maggio a settembre.
Profilo fitochimico: Sono stati identificati oltre 150 principi attivi di questa formidabile pianta. Contiene non meno dello 0,4% di Sesquiterpen-lattoni totali in forma di elenalina tigliato, calcolati in riferimento alla droga secca.
Forme Farmaceutiche: TM; EF; EG.
Profilo farmacologico: L’A. Montana ha una ben nota attività antisettica, antimicotica, antimicrobica e antibiotica.
Alla Tintura di Arnica sono attribuite proprietà antinfiammatorie, per l’uso topico come anti-ecchimotico, revulsivo, risolvente.
Meccanismo d’Azione: Gli effetti antinfiammatori dei capolini (infiorescenze) di Arnica sono principalmente dovuti ad alcuni dei suoi metaboliti secondari, i lattoni sesquiterpenici (SL) del tipo 10α-metilpseudoguaianolide, che sono in grado di inibire una varietà di processi infiammatori. I lattoni sesquiterpenici (ad esempio elenalina, diidroelenalina e loro esteri) hanno importanti attività biologiche analoghe a quelle degli steroidi corticoidi. I contenuti di elenalina, 11α, 13-diidroelenalina e loro derivati esteri sono quindi i parametri che definiscono la qualità dell’Arnica, sebbene si osservi una migliore attività per gli estratti vegetali totali rispetto ai composti puri isolati dai fiori di Arnica.
Dosaggio: unguenti, creme o gel realizzati con tintura o con estratti fluidi dal 5 al 25% V/V.
Controindicazioni: non applicare preparazioni su cute lesa o in caso di dermatiti.
Avvertenze: è sconsigliato l’uso orale
Riferimenti F.U.: FUI 9°ed.
Claim DM 10/08/2018: Non presente nell’elenco
Associazioni: Calendula, Camomilla.
Interazioni con Farmaci:
Bibliografia:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/311831/