SALICE BIANCO
SALICE BIANCO (Salix alba): L’Antinfiammatorio Naturale per Articolazioni e Infiammazioni
Il Salice bianco è un albero imponente ed elegante, facilmente riconoscibile nel paesaggio delle zone umide europee.
- Portamento: Albero a foglie caduche che può raggiungere i 25-30 metri di altezza. Presenta un tronco robusto con una chioma espansa e rami flessibili. La corteccia, grigio-brunastra, è profondamente fessurata negli esemplari adulti.
- Foglie: Sono lanceolate (a forma di lancia), lunghe e strette, con il margine finemente seghettato. La caratteristica che dà il nome alla pianta è la peluria setosa e argentea presente sulla pagina inferiore, che conferisce alla chioma il tipico riflesso bianco-argenteo quando mossa dal vento.
- Fiori: Il Salice è una pianta dioica (i fiori maschili e femminili sbocciano su alberi separati). I fiori sono raccolti in infiorescenze a forma di spiga pendula, chiamate “amenti”, che compaiono in primavera contemporaneamente o poco prima delle foglie.
- Frutto: È una piccola capsula conica e glabra. A maturazione si apre liberando minuscoli semi dotati di un ciuffo di peli cotonosi (pappo), che ne facilita la dispersione attraverso il vento.
LE NOSTRE PREPARAZIONI GALENICHE CON SALICE BIANCO
PROFILO BOTANICO
Nome Botanico: Salix alba L.
Sinonimi: Salice da pertiche, Salcio, Salice argenteo.
Nomi Internazionali: Inglese: White willow; Francese: Saule blanc; Tedesco: Silberweide; Spagnolo: Sauce blanco.
Etimologia: Il nome del genere Salix deriva probabilmente dalle radici celtiche “sal” (vicino) e “lis” (acqua), a indicare l’habitat prediletto della pianta. L’epiteto specifico alba, bianco in latino, si riferisce al colore argenteo e biancastro della pagina inferiore delle foglie.
Curiosità: Già Ippocrate nel V secolo a.C. raccomandava di masticare la corteccia di salice per alleviare febbre e dolori. Alla fine dell’Ottocento, partendo dalla salicina estratta dal salice, il chimico Felix Hoffmann sintetizzò l’acido acetilsalicilico, dando vita alla celebre Aspirina commerciale.
Famiglia: Salicaceae.
Origini: Originario dell’Europa, del Nord Africa e delle zone temperate dell’Asia.
Habitat: Predilige i terreni freschi, umidi e alluvionali. Cresce spontaneamente lungo i corsi d’acqua, i fiumi e nei boschi ripariali dal livello del mare fino a circa 1000 metri di altitudine.
PROFILO FARMACOLOGICO
Parti usate: A scopo terapeutico si utilizzano principalmente la corteccia (cortex), la corteccia dei rami giovani (cortex ex ramis), i fiori (flos), le foglie (folium), le gemme (gemma) e la linfa (lympha). La corteccia dei rami di 2-3 anni è la parte più ricca di principi attivi.
Tempo balsamico: La corteccia si raccoglie in primavera (tra marzo e aprile), prima della schiusa delle foglie, momento in cui la pianta è al massimo della sua vitalità e il distacco dal legno è più agevole.
Profilo fitochimico: Il principio attivo caratterizzante è la salicina (un glucoside fenolico). Il fitocomplesso è inoltre ricco di flavonoidi (come l’isoquercitrina, potenti antiossidanti), tannini catechici e aldeidi aromatiche.
Forme Farmaceutiche: Estratto Secco titolato 30% in salicina (la forma più utilizzata per le capsule galeniche), Tintura Madre, Macerato Glicerico (spesso ricavato dalle gemme) e Taglio Tisana per decotti.
Profilo farmacologico: Il Salice bianco vanta spiccate proprietà antinfiammatorie, analgesiche (antidolorifiche), antipiretiche (abbassa la febbre) e antireumatiche.
Meccanismo d’Azione: Il suo meccanismo d’azione è affascinante: la salicina contenuta nella pianta non agisce direttamente, ma si comporta come un “profarmaco” naturale. Una volta ingerita, passa indenne la barriera gastrica (causando così meno irritazioni allo stomaco rispetto ai FANS di sintesi). Arrivata nell’intestino, la flora batterica la trasforma in saligenina, che viene assorbita e infine ossidata nel fegato diventando acido salicilico. Quest’ultimo inibisce gli enzimi ciclossigenasi (COX-1 e COX-2), riducendo la sintesi delle prostaglandine, le principali molecole responsabili dell’infiammazione e del dolore.
Dosaggio: La posologia varia in base alla standardizzazione dell’estratto. Tuttavia, per ragioni di sicurezza, le normative stabiliscono che l’apporto massimo giornaliero non deve superare i 96 mg (calcolato come salicina).
Controindicazioni: é sconsigliato in gravidanza e durante l’allattamento. Non utilizzare in caso di accertata ipersensibilità (allergia) ai salicilati.
Avvertenze: Il Ministero della Salute sconsiglia l’uso di preparati a base di Salice per i bambini e gli adolescenti, al fine di prevenire il rischio di una rara ma grave patologia (Sindrome di Reye).
Riferimenti F.U.: Ph eur 9°ed
Claim DM 10/08/2018: cortex, cortex ex ramis (scorze dei giovani rami), folium: Funzionalità articolare. Regolarità del processo di sudorazione. Contrasto di stati di tensione localizzati.
Associazioni: Per i dolori articolari associamo spesso il Salice bianco con estratto secco di Artiglio del Diavolo (Harpagophytum) o Boswellia, massimizzando l’effetto antinfiammatorio. In caso di stati febbrili, l’associazione vincente è con la Spirea ulmaria.
Interazioni con Farmaci: Il fitocomplesso interagisce con alcune terapie mediche. In particolare, se si stanno assumendo farmaci antiaggreganti o anticoagulanti si consiglia di sentire il parere del medico prima di assumere prodotti a base di Salice bianco. Attenzione anche alla concomitanza con altri FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei), per l’aumento del rischio di lesioni gastriche.
Bibliografia
Campanini E., Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Tecniche Nuove.
Capasso F., Grandolini G., Izzo A.A., Fitoterapia. Impiego razionale delle droghe vegetali, Springer.
Allegato decreto ministeriale botanicals (DM 10-8-2018).