ASHWAGANDHA
Ashwagandha: Lo Scudo Naturale Contro Stress e Stanchezza
L’Ashwagandha è una pianta rustica e resistente, facilmente riconoscibile per la sua morfologia: si presenta come un arbusto legnoso ed eretto, che può raggiungere un’altezza compresa tra i 30 e i 150 centimetri; Foglie: Di forma ovale ed ellittica, disposte in modo alterno lungo i rami. Sono ricoperte da una sottile e fitta peluria che conferisce alla pianta un aspetto leggermente grigiastro; Fiori: Di piccole dimensioni, a forma di campanula, presentano una colorazione verde-giallastra e si sviluppano all’ascella delle foglie; Frutto: Una piccola bacca tondeggiante che a maturità assume un colore rosso-arancio intenso, racchiusa all’interno di un calice accrescente dall’aspetto cartaceo (molto simile a quello dell’alchechengi).
LE NOSTRE PREPARAZIONI GALENICHE CON ASHWAGANDHA
PROFILO BOTANICO
Nome Botanico: Withania somnifera (L.) Dunal.
Sinonimi: Physalis somnifera L.
Nomi Internazionali: Inglese: Ashwagandha, Indian ginseng, Winter cherry; Francese: Ginseng indien, Ashwagandha; Tedesco Schlafbeere, Ashwagandha; Spagnolo: Ashwagandha, Ginseng indio.
Etimologia: Il termine sanscrito “Ashwagandha” deriva dalla fusione di ashva (cavallo) e gandha (odore), sia in riferimento al caratteristico odore pungente delle radici fresche, sia per la millenaria credenza che la pianta conferisca la forza e il vigore di uno stallone. L’epiteto specifico latino somnifera fa invece riferimento alle sue spiccate proprietà rilassanti e calmanti.
Curiosità: È una delle piante cardine della Medicina Tradizionale Ayurvedica, dove da oltre 3.000 anni è classificata come Rasayana, ovvero un tonico ringiovanente in grado di promuovere la longevità e la vitalità fisica e mentale.
Famiglia: Solanaceae.
Origini: Subcontinente indiano, Nord Africa e Medio Oriente.
Habitat: Predilige le regioni aride e sub-tropicali, adattandosi perfettamente a terreni poveri, pietrosi e soleggiati.
PROFILO FARMACOLOGICO
Parti usate: La droga (la parte della pianta ricca di principi attivi) è costituita principalmente dalle radici e, in misura minore, dalle foglie.
Tempo balsamico: Le radici vengono raccolte durante la stagione autunnale o invernale, quando la parte aerea della pianta comincia a disseccarsi e i principi attivi si concentrano nell’apparato radicale.
Profilo fitochimico: L’azione terapeutica è conferita da un fitocomplesso molto ricco:
- Witanolidi: lattoni steroidei (tra cui la witaferina A e il witanolide D), considerati i principali responsabili dell’attività farmacologica.
- Alcaloidi: witanina, sonniferina, tropina.
- Altri composti: saponine, colina, acidi grassi, amminoacidi e un buon contenuto di ferro biodisponibile.
Forme Farmaceutiche: Utilizziamo la pianta principalmente sotto forma di estratto secco titolato, ma è reperibile anche come polvere micronizzata, tintura madre o estratto idroalcolico.
Profilo farmacologico: L’Ashwagandha possiede attività tonico-adattogena, immunomodulante, antinfiammatoria, neuroprotettiva e ansiolitica. A differenza di adattogeni stimolanti come il Panax ginseng, la Withania ha un’azione spiccatamente calmante sul sistema nervoso.
Meccanismo d’Azione: I witanolidi agiscono mimando l’azione dell’acido gamma-amminobutirrico (GABA), il principale neurotrasmettitore inibitorio del nostro cervello, inducendo un effetto calmante e riducendo l’ansia. Inoltre, la pianta interviene sull’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, abbassando i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) nel sangue, contrastando così l’affaticamento cronico e promuovendo un sonno ristoratore.
Dosaggio:
- Estratto secco (titolato al 2,5-5% in witanolidi): dai 300 ai 600 mg al giorno, suddivisi in due somministrazioni (mattino e sera).
- Polvere di radice: dai 3 ai 6 grammi al giorno.
Controindicazioni: Il suo utilizzo è sconsigliato in gravidanza (può avere effetti uterotonici e potenzialmente abortivi) e durante l’allattamento. L’uso va evitato in caso di ipertiroidismo conclamato, poiché la pianta stimola la sintesi degli ormoni tiroidei. A causa del suo effetto immunomodulante e immunostimolante, va assunta con estrema cautela da soggetti affetti da patologie autoimmuni gravi.
Avvertenze: Si raccomanda cautela in soggetti che soffrono di ulcera peptica, in quanto può irritare la mucosa gastrointestinale. Poiché induce rilassamento, può aumentare l’effetto dell’alcol.
Riferimenti F.U.: Non è attualmente monografata nella Farmacopea Ufficiale Italiana, ma è ampiamente documentata dalla Farmacopea Britannica (BP), dalla Farmacopea degli Stati Uniti (USP) e nelle monografie ufficiali dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
Claim DM 10/08/2018: Il Ministero della Salute italiano riconosce all’Ashwagandha i seguenti effetti fisiologici:
- Tonico-adattogeno.
- Tonico (stanchezza fisica, mentale).
- Rilassamento e benessere mentale.
- Naturali difese dell’organismo.
Associazioni:
- Azione antistress/energetica: si abbina perfettamente alla Rodiola rosea o all’Eleuterococco.
- Azione sul sonno e sull’ansia: ottima la sinergia con Passiflora, Valeriana o Melissa.
- Fiori di Bach: nel nostro laboratorio associamo spesso l’Ashwagandha all’uso di fiori come Olive (per il profondo esaurimento psicofisico), Elm (per il senso di oppressione dalle responsabilità) o Impatiens (per l’irritabilità causata dallo stress).
Interazioni con Farmaci:
- Psicofarmaci e Barbiturici: può potenziare l’effetto sedativo di ansiolitici e sonniferi (es. benzodiazepine).
- Ormoni tiroidei: può interferire con i farmaci per l’ipotiroidismo, aumentandone i livelli circolanti.
- Immunosoppressori: può ridurre l’efficacia dei farmaci immunosoppressori (come corticosteroidi o ciclosporina).
- Antidiabetici e Antiipertensivi: può avere effetti additivi abbassando ulteriormente la glicemia e la pressione arteriosa.
Bibliografia
- WHO monographs on selected medicinal plants, Volume 4. World Health Organization, Geneva.
- Mishra, L.C., Singh, B.B., Dagenais, S. (2000). Scientific basis for the therapeutic use of Withania somnifera (ashwagandha): a review. Alternative Medicine Review.